Ginosa. Antonio Pizzulli: "Settori giovanili da potenziare" - I AM CALCIO TARANTO

Ginosa. Antonio Pizzulli: "Settori giovanili da potenziare"

Antonio Pizzulli, tecnico del Ginosa
Antonio Pizzulli, tecnico del Ginosa
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Antonio Pizzulli, allenatore del Ginosa, intervistato da IamCalcio Taranto, analizza il calcio dilettantistico nel territorio ginosino. Tuttavia, tra le tematiche trattate, mister Pizzulli ha messo in luce il suo pensiero riguardante la crescita dei ragazzi nella realtà ginosina ed infine ha mostrato un quadro generico sul movimento dilettantistico in generale, considerando la sua lunga esperienza da allenatore del Ginosa e non. Il suo personalissimo curriculum calcistico è soprattutto a tinte biancazzurre: 12 anni nelle vesti di allenatore del Ginosa, vincendo 3 campionati ed unico ginosino a vincere un campionato sia da allenatore che da calciatore con la maglia dell' AS Ginosa. Inoltre, il tecnico Pizzulli vanta tre anni di collaborazione con l'Udinese per il progetto Accademy

Mister Pizzulli, quale è il suo pensiero per quanto riguarda il calcio a Ginosa. In base alla sua esperienza, vede una crescita sia a livello di risultati che di gente interessata, sempre più, al calcio giocato nel proprio territorio? Considerando che molte trasferte del Ginosa sono seguitissime. 

"Per quanto riguarda il calcio a Ginosa, negli ultimi quattro anni abbiamo avuto una crescita sia di categorie che di interessamento. Basti pensare che alla fine dei play-off erano più di 2500 tifosi. Insomma, si è creato un interesse da parte del Paese nei confronti della squadra. Tutto ciò, ci rende orgogliosi del nostro lavoro svolto negli ultimi anni". 

Quali sono, invece, gli aspetti da migliorare per alzare l'asticella del calcio a Ginosa? O meglio, cercare di mantenere categorie accettabili per una realtà come quella ginosina. 

"L'obiettivo della società è portare sempre più giovani in prima squadra. Tuttavia, è chiaro che per competere ad alti livelli bisogna avere una buona preparazione. Pensiamo al campionato di promozione che presenta un ottimo livello e di conseguenza richiede una determinata preparazione e professionalità. Dispiace che in prima squadra arrivano con potenziale inespresso e questo limita l'allenatore ad impiegare il ragazzo in modo continuativo". 

Negli ultimi anni, dunque, molti giovani calciatori hanno fatto il loro esordio nel calcio dei grandi, dopo ottime prestazione nella Juniores. Quali sono state le sue sensazioni?

"Innanzitutto ho insistito molto affinchè i ragazzi potesse fare il loro esordio in prima squadra per mantenere saldo il progetto che la società si è prefissato. Al momento bisogna migliorare tantissimo per quanto riguarda il progetto giovanile. Il potenziale, alle volte, è inespresso. Facendo ciò si perde la possibilità di poter gareggiare ad alti livelli. Non le nascondo che l'obiettivo e il sogno della società è quello di poter schierare quanti più ginosini possibili. Tuttavia, è ovvio che bisogna fare i conti con la categoria e il suo livello"

Quale è il suo pensiero calcistico, invece, per quanto riguarda i dilettanti nel meridione? Ci sono aspetti da migliorare e che andrebbero, dunque, considerati maggiormente?

"Per quanto riguarda un analisi generale dobbiamo ricordare che Puglia e Campania sono le regioni che esprimono il miglior calcio dal punto di vista dilettantistico. Quindi, posso dire che il calcio nel meridione non è messo male, anzi. Mi soffermerei, sui settori giovanili. Questo è un punto critico da considerare per un possibile miglioramento. Non c'è uno sviluppo di pari passo con il Nord. Infatti, non è un caso che molte società settentrionali hanno stabilito le loro accademy , proprio per poter attingere dai settori giovanili del nostro territorio. Ecco, considero questo come punto da migliorare: potenziare le strutture e le organizzazioni dei settori giovanili". 

Agostino D'Angelo

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