Taranto aspetta...
Taranto aspetta. Lo fa con trepidazione, lo fa con la voglia di tornare nel calcio che conta, con la voglia di uscire dalle sabbie mobili di una Serie D che non rispecchia affatto nè il valore della squadra nè la piazza, abituata a ben altri palcoscenici. Una serie D che sta stretta al tifo tarantino, uno dei migliori d'Italia, a detta degli esperti.
Poteva arrivare la promozione diretta ma i rossoblu sono arrivati secondi, dietro a una Fidelis Andria che si prende il lusso di tesserare giocatori non tesserabili tanto sa che se la caverà con 3000 euro di multa.
Poteva arrivare la vittoria nei play-off ma i sogni si sono infranti in semifinale, in un afoso pomeriggio ligure.
Ora Taranto è costretta ad aspettare attonita un verdetto di un tribunale: sembra strano che sia un martelletto di un giudice e non il gol di un attaccante a decidere il destino di una squadra.
Tutto è nelle mani dell'avvocato Di Cintio, che rappresenta il Seregno, team capofila nel ricorso alla Figc per la Lega Pro a 60 squadre: ha già vinto una causa simile col Novara, e qualora dovesse bissare Taranto gli farebbe una statua come minimo.
Sarà Serie D o Lega Pro? Ai posteri (ma neanche tanto, dato che nella giornata di oggi dovrebbero arrivare risposte in tal senso) l'ardua sentenza. Taranto continua ad aspettare, chi mangiandosi le unghie, chi aggiornando di continuo una pagina web, chi sperando che il sogno Lega Pro diventi realtà.